01
Cosa può farti sorgere un dubbio
Guarda i singoli suoni e, soprattutto, quanto il parlato risulta comprensibile a chi ascolta.
- sostituisce o omette spesso alcuni suoni
- semplifica parole lunghe o con più consonanti vicine
- fuori dalla famiglia viene capito con difficoltà
- deve ripetere spesso e si irrita o rinuncia a parlare
02
Cosa valuto
Osservo quali suoni risultano difficili, in quali parole compare l'errore e quanto il linguaggio è comprensibile a chi ascolta.
Distinguo una difficoltà articolatoria, legata alla produzione di un suono, da una difficoltà fonologica, che riguarda il modo in cui i suoni vengono organizzati nelle parole. Questa differenza orienta il lavoro.
03
Come si procede
La valutazione avviene attraverso conversazione, gioco e attività mirate, scelte in base all'età. Spiego alla famiglia il tipo di errore osservato e perché può essere utile intervenire oppure attendere e monitorare.
Se è indicato un trattamento, si lavora prima sul passaggio che sostiene gli altri, senza allenare suoni a caso. L'obiettivo è portare ciò che il bambino impara nella comunicazione di tutti i giorni.
Domande frequenti
Sì, l'acquisizione è graduale e non tutti i suoni compaiono nello stesso momento. Per capire se attendere considero l'età, il tipo e la frequenza degli errori, i progressi nel tempo e quanto il bambino viene compreso.
Non necessariamente. La R va considerata insieme all'età e al modo in cui il bambino pronuncia tutti gli altri suoni.
No. La pronuncia riguarda i suoni; il linguaggio comprende anche comprensione, parole, frasi e capacità di raccontare.
Non dipende da un solo suono. Considero se gli errori sono frequenti e stabili, se rendono difficile capire il bambino, se provocano frustrazione e se nel tempo ci sono progressi. La valutazione serve a decidere senza anticipare né rimandare inutilmente.
Fai spesso fatica a capire ciò che dice?
Una valutazione permette di distinguere una fase dello sviluppo da una difficoltà che richiede un aiuto mirato.




