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Cosa può farti sorgere un dubbio
Può essere utile chiedere un parere se tuo figlio:
- usa poche parole o fatica a combinarle in frasi
- comprende con difficoltà parole, domande o semplici consegne
- si fa capire soprattutto con gesti o portandoti verso ciò che desidera
- fatica a raccontare un episodio o a esprimere ciò che pensa
- si innervosisce perché non riesce a comunicare come vorrebbe
Nei bambini più piccoli osservo anche lo sguardo, i gesti, il gioco e il desiderio di condividere.
02
Cosa valuto
La valutazione guarda come il bambino comprende, comunica e usa il linguaggio ogni giorno, mettendo insieme ciò che sa già fare e ciò che gli costa più fatica.
- intenzione comunicativa, gesti e scambio con l'altro
- comprensione di parole e frasi
- vocabolario e costruzione delle frasi
- capacità di raccontare e sostenere una conversazione
- gioco, imitazione e attenzione condivisa, quando rilevanti per l'età
Se emerge una difficoltà persistente e specifica del linguaggio, la valutazione aiuta a definirne con precisione le caratteristiche e il supporto più indicato.
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Come si procede
Si parte dal colloquio con la famiglia: ciò che accade a casa, a scuola e nelle relazioni è parte della valutazione. Nel gioco osservo come il bambino chiede, comprende, racconta e mantiene uno scambio; quando serve, aggiungo prove più strutturate adatte alla sua età.
Al termine spiego quali competenze sono solide, dove si trova la difficoltà e quale passo ha davvero senso: monitorare, applicare suggerimenti pratici, iniziare un trattamento o confrontarsi con altri professionisti.
Domande frequenti
I tempi possono variare, ma non conta solo quando arrivano le prime parole. Osservo anche comprensione, gesti, desiderio di comunicare e progressi nel tempo: se il dubbio persiste, un confronto permette di capire se attendere con attenzione o approfondire.
No. Il numero di parole, da solo, non permette di formulare una diagnosi. Serve osservare l'intero profilo comunicativo e linguistico.
Non è necessario aspettare che il bambino parli molto. Anche nei primi anni si possono osservare comprensione, gesti, sguardo, gioco e scambio con l'adulto; la valutazione viene adattata all'età e può offrire indicazioni utili anche quando non serve iniziare una terapia.
Prima raccolgo la storia e ciò che osservate nella quotidianità. Poi incontro il bambino con attività adatte alla sua età e, quando servono, prove specifiche. Nella restituzione spiego ciò che emerge e il passo successivo più utile.
Hai un dubbio sul linguaggio di tuo figlio?
Raccontami cosa osservi nella quotidianità: capiremo se è utile una valutazione o se può bastare monitorare lo sviluppo.




