Domande frequenti
Le risposte ai dubbi più comuni.
Qui trovi le risposte ai dubbi più comuni sul primo contatto, sulla valutazione e sulle principali aree di intervento. Ogni situazione è diversa: quando le informazioni generali non sono sufficienti, un confronto permette di capire quale passo sia più appropriato.
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No. Puoi richiedere un confronto anche quando hai soltanto un dubbio o hai osservato una difficoltà che persiste nel tempo. Eventuali valutazioni, relazioni o referti già disponibili possono essere utili per ricostruire la situazione, ma non sono indispensabili per il primo contatto.
Non è necessario individuare autonomamente l'area corretta. Puoi descrivere brevemente ciò che stai osservando: sulla base delle informazioni raccolte verrà valutato se sia indicato un approfondimento logopedico o il confronto con un altro professionista.
Sì. L'età e il tipo di intervento dipendono dalla richiesta e dall'area coinvolta. Il contatto iniziale serve anche a verificare che la situazione rientri nelle mie competenze.
Il primo colloquio permette di conoscere il motivo della richiesta, raccogliere la storia della persona e comprendere quali aspetti sia utile approfondire. Nel caso di bambini e ragazzi vengono considerate anche le osservazioni della famiglia, il percorso scolastico e gli eventuali interventi già svolti.
La valutazione può comprendere osservazione clinica, attività mirate e prove specifiche selezionate in base all'età e alla difficoltà segnalata. Non consiste soltanto nella somministrazione di test: vengono considerate anche le strategie utilizzate, i punti di forza e l'impatto della difficoltà nella vita quotidiana.
Il numero degli incontri non è uguale per tutti. Dipende dall'area da approfondire, dall'età, dalla complessità della richiesta e dalla quantità di informazioni già disponibili. Le modalità vengono spiegate prima di iniziare.
Al termine è previsto un momento di restituzione, durante il quale vengono spiegati gli elementi emersi e condivise le indicazioni più appropriate. Quando previsto, può essere consegnato anche un bilancio logopedico scritto.
No. In base a quanto emerso possono essere indicati un intervento logopedico, un periodo di monitoraggio, suggerimenti da applicare nella quotidianità oppure un approfondimento con un altro professionista.
Non esiste una durata prestabilita. Dipende dagli obiettivi, dalle caratteristiche individuali, dalla frequenza degli incontri e dall'evoluzione osservata. L'andamento viene verificato nel tempo, modificando il lavoro quando necessario.
Gli obiettivi derivano da quanto osservato e vengono definiti in modo specifico, realistico e funzionale. Le attività non seguono un programma standard: vengono adattate alle competenze della persona e ai contesti nei quali la difficoltà si manifesta.
Quando possono essere utili, vengono proposte indicazioni semplici e sostenibili, collegate al lavoro svolto durante gli incontri. Non si tratta di aumentare la quantità di esercizi, ma di favorire l'utilizzo delle competenze nelle situazioni quotidiane.
Il numero di parole è soltanto uno degli aspetti da considerare. È importante osservare anche comprensione, gesti, intenzione comunicativa, gioco, interazione, costruzione delle frasi ed evoluzione nel tempo. Un confronto può essere utile quando le competenze progrediscono lentamente, il bambino comunica con fatica oppure la famiglia avverte una differenza significativa rispetto alle richieste della quotidianità.
No. Le difficoltà nella produzione dei suoni e quelle linguistiche non sono la stessa cosa, anche se possono presentarsi insieme. Per comprenderne la natura è necessario osservare quali suoni risultano coinvolti, come vengono modificati e quanto l'eloquio sia comprensibile.
No. In base al profilo, il lavoro può coinvolgere comprensione, vocabolario, costruzione delle frasi, narrazione, comunicazione oppure produzione dei suoni. Le attività vengono scelte in relazione alle competenze che necessitano di essere sostenute.
No. Gli errori possono comparire durante l'apprendimento e devono essere interpretati considerando età, classe frequentata, frequenza, persistenza e risposta agli aiuti ricevuti. Una difficoltà scolastica non coincide automaticamente con un Disturbo Specifico dell'Apprendimento.
La valutazione logopedica può riguardare:
- lettura;
- scrittura;
- ortografia;
- comprensione del testo;
- competenze linguistiche legate allo studio;
- strategie utilizzate dallo studente.
L'obiettivo è comprendere il profilo di funzionamento, non limitarsi al conteggio degli errori.
La diagnosi non si basa su una singola prova né sull'osservazione di un solo professionista. La valutazione logopedica può contribuire all'inquadramento delle competenze di lettura, scrittura e linguaggio. Quando necessario, viene integrata nel lavoro dell'équipe multidisciplinare.
Sì, quando le difficoltà riguardano comprensione, rielaborazione delle informazioni, pianificazione o utilizzo poco efficace delle strategie. Il lavoro viene adattato al profilo dello studente, evitando di proporre un metodo uguale per tutti.
È un intervento rivolto alle funzioni orali e ai movimenti coinvolti nella postura linguale, nella respirazione, nella masticazione, nella deglutizione e nella coordinazione orofacciale. Non consiste in una serie di esercizi generici: le attività vengono selezionate dopo aver osservato le funzioni realmente coinvolte.
Una postura abituale a bocca aperta o una respirazione prevalentemente orale possono avere cause differenti. Quando la respirazione nasale sembra ostacolata è importante l'approfondimento medico. La valutazione logopedica permette invece di osservare le funzioni orali associate e di stabilire se possa essere utile un intervento miofunzionale.
No. L'aspetto anatomico, da solo, non permette di stabilire se sia necessario intervenire. È importante valutare mobilità della lingua, compensi e conseguenze sulle diverse funzioni. L'eventuale indicazione chirurgica compete al medico o all'odontoiatra di riferimento.
Quando indicato, il lavoro logopedico può essere coordinato con quello odontoiatrico o ortodontico. La collaborazione permette di condividere gli obiettivi e considerare sia gli aspetti strutturali sia il funzionamento di lingua, labbra, mandibola e respirazione.
Sì, quando il confronto può essere utile e con il consenso della famiglia. La collaborazione permette di condividere osservazioni e indicazioni applicabili nel contesto scolastico, rispettando il ruolo degli insegnanti e dei professionisti coinvolti.
In base alla situazione, il confronto può coinvolgere medico foniatra, neuropsichiatra infantile, Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva (TNPEE), psicomotricista, psicologo, odontoiatra, ortodontista e altre figure sanitarie o educative. Ogni professionista mantiene le proprie competenze e contribuisce agli aspetti specifici di sua pertinenza.
Ricevo su appuntamento presso:
- Studio Contigo — Via Montorio 108, Verona
- Studio Benetti Montresor — Via Capitello 6, San Giovanni Lupatoto
Le due sedi utilizzano modalità di prenotazione differenti. Nella pagina dedicata puoi scegliere la sede e accedere al relativo sistema.
Puoi portare eventuali relazioni, valutazioni, referti, quaderni o materiali scolastici pertinenti alla richiesta. Non è necessario raccogliere documenti non disponibili: durante il colloquio verranno individuate le informazioni realmente utili.
Hai ancora un dubbio?
Ogni situazione è diversa.
Puoi descrivere brevemente ciò che stai osservando e ricevere un'indicazione sul primo passo più adatto.
