Quando rivolgersi al logopedista?

Quando rivolgersi al logopedista?
I principali campanelli d'allarme

Un singolo segnale non indica automaticamente una difficoltà. Questa guida ti aiuta a capire che cosa osservare e quando può essere utile un confronto professionale.

Guarda soprattutto tre aspetti: se il segnale continua nel tempo, se compare insieme ad altre difficoltà e quanto incide sulla vita quotidiana. Gli elenchi che seguono servono per orientarti, non per formulare una diagnosi.

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Linguaggio e comunicazione

“Mi sembra che parli poco o faccia fatica a comunicare”

Lo sviluppo del linguaggio può procedere con tempi diversi. Alcuni segnali possono essere utili da osservare in relazione all'età e all'evoluzione generale del bambino.

Tra i 12 e i 18 mesi

  • utilizza pochi gesti comunicativi, come indicare, mostrare o salutare
  • non utilizza il gesto di indicare per richiedere qualcosa o condividere un interesse
  • utilizza ancora poche parole con significato

Tra i 18 e i 24 mesi

  • utilizza ancora poche parole
  • fatica a comprendere semplici richieste
  • la comparsa di nuove parole procede lentamente
  • non ha ancora iniziato a unire due parole

Tra i 24 e i 36 mesi

  • utilizza ancora prevalentemente parole singole
  • unisce raramente due o più parole
  • fatica a esprimere bisogni, intenzioni o semplici esperienze
  • può mostrare frustrazione quando non riesce a farsi comprendere
  • lo sviluppo del linguaggio sembra procedere lentamente

Pronuncia e suoni

“Parla, ma spesso è difficile capire quello che dice”

Durante lo sviluppo alcuni errori nella produzione dei suoni possono essere presenti. Può essere utile osservare con maggiore attenzione se:

  • anche le persone meno familiari fanno spesso fatica a comprenderlo
  • viene frequentemente invitato a ripetere ciò che ha detto
  • sostituisce o omette numerosi suoni
  • semplifica spesso le parole o i gruppi consonantici
  • alcuni suoni continuano a essere prodotti in modo diverso rispetto a quanto atteso per l'età
  • utilizza frequentemente una posizione interdentale della lingua durante la produzione di alcuni suoni
  • evita alcune parole perché difficili da pronunciare o si scoraggia quando non viene compreso

Funzioni orali e deglutizione

“Tiene spesso la bocca aperta o noto qualcosa che non mi convince mentre mangia”

Respirazione, postura orale, masticazione e deglutizione sono funzioni tra loro collegate. Anche in questo caso, i singoli aspetti vanno sempre considerati nel loro insieme.

Respirazione e postura orale

  • respira prevalentemente con la bocca
  • mantiene spesso le labbra aperte a riposo
  • russa frequentemente durante il sonno
  • la lingua rimane abitualmente in una posizione bassa a riposo

Masticazione e alimentazione

  • mastica abitualmente da un solo lato
  • evita alcuni alimenti per la loro consistenza
  • impiega molto tempo per terminare il pasto
  • presenta difficoltà nella gestione di alcune consistenze

Deglutizione e controllo orale

  • durante la deglutizione la lingua tende a spingersi tra i denti
  • presenta una salivazione abbondante e persistente

Abitudini orali e mobilità della lingua

  • la suzione del dito persiste nel tempo
  • utilizza ancora frequentemente il ciuccio nonostante la crescita
  • sono presenti abitudini persistenti come mordicchiare labbra o guance
  • si osserva una possibile limitazione della mobilità della lingua

Apprendimenti

“Leggere, scrivere o studiare richiede molta fatica”

Ogni bambino apprende con tempi e modalità proprie. Può essere utile comprendere meglio la situazione se:

  • legge molto lentamente rispetto ai compagni
  • commette numerosi errori durante la lettura
  • continua a presentare numerosi errori nella scrittura nonostante l'esercizio
  • scrive molto lentamente
  • impiega molto tempo per svolgere i compiti
  • fatica a comprendere ciò che legge
  • incontra difficoltà nell'organizzare un testo scritto
  • fatica a raccontare o esporre un contenuto in modo ordinato
  • le difficoltà continuano nel tempo e rendono il lavoro scolastico particolarmente faticoso

Voce

“Ha spesso la voce roca o si affatica facilmente”

Può essere utile chiedere un parere se:

  • la voce rimane roca per diverse settimane
  • la voce cambia frequentemente
  • perde facilmente la voce
  • la voce peggiora nel corso della giornata
  • sente spesso il bisogno di schiarirsi la gola
  • parlare a lungo richiede uno sforzo evidente

Osservare senza allarmarsi

Quando può bastare osservare

Un errore occasionale, una fase transitoria o una difficoltà presente solo in alcune situazioni non indicano necessariamente un problema.

Conta soprattutto osservare come il bambino evolve nel tempo e se un determinato aspetto inizia a influire concretamente sulla comunicazione, sull'apprendimento, sull'alimentazione o sulla vita quotidiana.

Se qualcosa continua a suscitare un dubbio, un confronto professionale può aiutare a comprendere meglio la situazione.

Domande frequenti

Le risposte ai dubbi più comuni

A che età è consigliabile una prima valutazione logopedica?+

Non esiste un'età minima valida per tutti. Anche prima dei 2 anni può essere utile un confronto se noti pochi gesti, scarso desiderio di comunicare o difficoltà nella comprensione. La valutazione viene adattata all'età e può concludersi anche con semplici indicazioni e monitoraggio.

Se il mio bambino inizia a parlare più tardi degli altri, devo preoccuparmi?+

Ogni bambino ha i suoi tempi. Ciò che conta è la qualità complessiva della comunicazione: comprensione, gesti, sguardo, interesse per l'altro. Se questi aspetti sono presenti, spesso c'è margine di attesa; se mancano, è utile approfondire.

Quando è meglio osservare e quando chiedere un parere?+

Puoi osservare l'evoluzione quando la difficoltà è occasionale, recente e non limita la quotidianità. È utile confrontarsi quando persiste, compare insieme ad altri segnali, crea frustrazione o ostacola comunicazione, alimentazione o apprendimenti.

Un primo confronto

Raccontami che cosa hai notato

Indica da quanto tempo è presente, in quali situazioni si nota e che effetto ha nella quotidianità. Queste informazioni aiutano a capire se osservare ancora o approfondire.

Gloria Franchi, logopedista, nel suo studio.